Museo Civico
Archeologico
di Velletri

Museo

Il Museo viene inaugurato nel 1920 e, sotto la direzione dell’ingegner Oreste Nardini, Ispettore Onorario ai monumenti e agli scavi di Velletri, diviene un’istituzione viva, in continua crescita grazie alla sua costante e appassionata ricerca sia dei reperti che della relativa documentazione scientifica. Dopo le perdite e le dispersioni dell’ultima guerra nel 1955, sotto la direzione di Ferruccio Tata Nardini, la raccolta si arricchisce di uno dei suoi reperti più preziosi: il monumentale  “Sarcofago di Velletri” o "Sarcofago delle fatiche di Ercole", riacquistando nuovo prestigio.
Dopo un lungo periodo di chiusura, nel Giugno del 1982, la struttura viene riaperta con un nuovo allestimento scientifico ma, per alterne vicende, continuano a susseguirsi periodi di chiusura e riapertura finché, nel 1992, il Comune, assegnando all’istituzione museale l’organico minimo richiesto dalla Regione Lazio, assicura stabilmente la gestione e pubblica fruizione delle raccolte. Nel 1998 viene avviato un nuovo intervento di ristrutturazione e ampliamento, finanziato dalla Regione Lazio e completato nel 2001, grazie al quale la struttura museale viene adeguata alle più recenti normative in materia di sicurezza, conservazione e valorizzazione. Si arricchisce anche di una biblioteca specializzata, di un laboratorio di restauro, due depositi, una sala conferenze e diversi uffici, rinnovando nel contempo l’allestimento delle raccolte e i criteri espositivi. Nel 2001, in occasione di quest’ultima riapertura, il Museo viene anche intitolato ad Oreste Nardini, vero nume tutelare delle antichità veliterne.
Il Museo è inserito nell’Organizzazione Museale Regionale e costituisce con l'altro museo civico dedicato alla Geopaleontologia e Preistoria dei Colli Albani e con il museo Diocesano il Sistema Museale Urbano di Velletri. Dal 2004 è stato insignito del “Marchio di Qualità” in quanto “costituisce un punto di eccellenza nell’organizzazione museale regionale”, riconoscimento che da allora gli viene riconfermato ogni anno.

Il museo presenta un allestimento distribuito su due piani, secondo un ordinamento cronologico e tematico volto alla ricomposizione del quadro storico – evolutivo (ambientale ed umano) dell’area veliterna. Interessanti soluzioni allestitive rafforzano la leggibilità di alcune opere, come per le lastre delle S.S. Stimmate, o ne raccontano la funzione originaria, come per gli ex voto disposti a ricreare una favissa. Di grande effetto esplicativo è anche la ricostruzione di una sepoltura preistorica e quella di un colombario.

Al piano terra, il percorso espositivo sopra descritto è preceduto da due piccole sezioni che sviluppano altre due tematiche, diverse tra loro: quella della conservazione dei beni culturali e quella dedicata alle collezioni veliterne, dal sec. XVII ad oggi. In questa seconda sezione, nel panorama generale delle diverse raccolte presenti a Velletri dal passato ad oggi (Collezione Ginnetti e Borgia, Museo Diocesano e Museo Civico), è data ampia visibilità, nell’apposito pannello, al ricchissimo e antico patrimonio artistico ancora oggi conservato al Museo Diocesano di Velletri, nell’ottica di una più completa conoscenza del patrimonio culturale della città, ma anche di una promozione congiunta dell’altra realtà museale cittadina.
 
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